domenica 30 settembre 2012

LA PERCEZIONE VISIVA DELLA PROSPETTIVA

Date uno sguardo alla seguente immagine e ditemi se ritenete sia più lungo il tavolo di sinistra o quello di destra.
E quale è più largo dei due?

Poi prendete un righello, e misuratene i lati. Sorpresi?

Le prime lezioni dei corsi di Interior Design si basano sugli studi e i concetti della "percezione visiva" e su  come "interpretiamo" l'ambiente che ci circonda.

Il nostro apparato visivo è uno strumento complesso, eppure talvolta viene ingannato da illusioni ottiche. Queste illusioni, in realtà dimostrano un dato di fatto: che i nostri sensi, la nostra vista, è ingannevole.

E non solo quando ci accorgiamo dell'inganno: "Ciò che noi vediamo" è infatti sempre il frutto dell'elaborazione centrale di informazioni provenienti dalle retine e non da una immagine reale presente nel nostro cervello, o nella realtà, come la psicologia ingenua potrebbe portarci a pensare.

Per dimostrare quanto affermo, mostro alcuni "inganni della mente" come l'illusione che avete appena visto, scoperta alla Stanford University da Roger Shepard nel 1981, e che gioca sulla nostra tendenza a rendere reali alcune interpretazioni che nella realtà non esistono.

L'illusione è maggiormente amplificata in questa figura dove abbiamo colorato gli oggetti.

I due tavoli, apparentemente differenti, hanno i lati rispettivamente uguali a due a due.

Misurate per credere!

Questa illusione viene anche chiamata "costanza di forma" ed è talmente forte che non possiamo fare a meno di cancellarla dalla nostra mente: continuiamo a vedere i tavoli diversi anche se sappiamo benissimo (avendoli poi misurati) che sono di lunghezze identiche.

Questo e altri esempi stupiscono spesso i presenti: non sono infatti abituati a pensare che gli oggetti che vediamo quotidianamente sono in realtà costruzioni del nostro cervello.

Noi vediamo il mondo attraverso gli stimoli elettrici che ci arrivano dalle due retine, e "vediamo" attraverso gruppi di milioni di cellule (i neuroni) che sono situate nella parte posteriore (occipitale) del nostro cervello.


L'illusione percettiva è dovuta alla presenza della 3° dimensione (le gambe del tavolo).

Se provate ad eliminare le evidenze prospettiche della terza dimensione, come in questo esperimento, l'illusione percettiva perde di efficacia e le due superfici tornano a essere uguali.

Il nostro cervello viene cioè "ingannato" dalla presenza della tridimensionalità dei due tavoli: siccome il tavolo di sinistra si "allontana" da noi, sempre per il nostro cervello deve per forza rimpicciolire, come farebbero le rotaie di una ferrovia. Ma se rimpicciolisce allora il nostro cervello ci comunica che il tavolo di sinistra deve anche essere in realtà più lungo di quanto non sia... e dunque più lungo della larghezza del tavolo di destra.



Fonte: Shepard RN (1981) Psychological complementarity. In: Kubovy M & Pomerantz JR (eds) Perceptual organization. 279-342. Hillsdale, NJ: Lawrence Erlbaum Associates.






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