mercoledì 1 febbraio 2012

Seguendo le briciole di pane. Correzioni percettive negli ambienti: quadri e specchi

Qualsiasi Interior Designer conosce l'importanza dei "fili ottici", una delle  regole della forma (Gestalt)  che permette di realizzare uno spazio percettivamente gradevole e armonioso. 

Durante il corso di Interior Design alla Accademia Telematica Europea, uno dei primi esercizi che ho affrontato è consistito  proprio nel "correggere" i difetti percettivi di un ambiente abitativo:  in questo caso l'esercizio riguardava la correzione dei fili ottici nel posizionamento di quadri.

I fili ottici sono quelle linee immaginarie che si creano proseguendo percettivamente delle linee reali. Per esempio quando vedo una lunga mensola che nella realtà ha dei limiti ben definiti, nella mia mente questa prosegue in una linea orizzontale pressoché infinita. È sempre meglio assecondare queste linee immaginarie per rendere l'insieme più piacevole alla vista, seguendole come Hansel e Gretel seguirono la scia di briciole di pane per trovare la strada giusta.

In questo salotto i due quadri andrebbero bene anche asimmetrici se il divano fosse più corto, facendoli rientrare nelle linee guida. Altrimenti andrebbero riportati i quadri nei fili ottici creati dal divano. Qui li ho allineati con il filo ottico creato dalla vetrinetta.
















Sempre in sala la parete con la nicchia che ospita televisione e mensole crea dei forti fili ottici orizzontali che andrebbero assecondati anche tutto intorno. Il quadro, la riproduzione della barca su ardesia e anche le maschere di Venezia andrebbero quindi allineati alle mensole. Se la seconda risulta troppo alta si potrebbe aggiungere in basso una riproduzione più piccola.
















Nella camera della ragazza ho riportato il quadro in linea con la mensola e in tono con il verde delle candele e della pianta. L'orologio è stato posizionato al posto della lavagna per controbilanciare il quadro.
















In ingresso non ho modificato la posizione del quadro che è nel complesso equilibrata. Ho però ri-aggiustato i colori reali che sono sfalsati verso il giallo nella fotografia a causa della tinta dei muri e dell'effetto nebbia. Inoltre si potrebbe verniciare la parete del corridoio di una tinta differente, per dare più tridimensionalità all'ingresso.
















In corridoio i due piccoli quadretti svaniscono nell'immensità della parete, sono sproporzionati rispetto a tutto il resto.

 











In teoria in questi casi si potrebbero aggiungere più quadretti di piccole dimensione, creando per esempio un filo ottico che allunghi percettivamente ancora di più il corridoio. In questo caso però rimarrebbe un'area vuota troppo vasta al di sotto di questi ed è meglio sostituirli con due quadri più grossi, che riempano la parete verticale, permettendomi quindi di allinearli con lo stipite delle porte.








In fondo al corridoio invece, si è optato per un mobile su misura che coprisse interamente la nicchia e per l'allineamento del quadro su di esso.





















Questa lampada è alla stessa altezza di una gemella dalla parte opposta della finestra. Spostarla, come nel primo esempio, sarebbe pertanto difficoltoso. Invece di alzare entrambe le lampade si potrebbe equilibrare i quadri rispetto al calorifero, come nel secondo esempio.


Regole simili valgono per gli specchi che, se non vengono “nascosti” facendo riempir loro tutta una parete come in questo bagno, è preferibile che siano “incorniciati” come accade sulla porta di questa cabina armadio. 


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